Autonomia sì ma nel segno del Tricolore

di Italo Benito Viola

Mi riferisco all’articolo apparso sul quotidiano TRENTINO di qualche tempo fa, e più precisamente del 28 aprile 2015, scritto dal Segr. Prov. Sig.: Franco Panizza dal titolo: “Ecco le basi del progetto politico”; essendo la questione ancora di estrema attualità mi permetto di porla ancora una volta all’attenzione di chi vorrà interessarsene.

Non sono certo una novità le forti grida d’allarme del Sen. Panizza quando informa il “mercato del voto”, un giorno sì e l’altro pure, del: “delicatissimo momento che sta attraversando la nostra Autonomia”.

Personalmente trovo una novità relativa quando afferma, quasi ex-cathedra, che si debbano mettere in atto ” scelte di responsabilità politica e territoriale da condividere anche coinvolgendo il Sudtirolo”. (notare la finezza: non dice Alto Adige, ma Sudtirolo).

Panizza “vuole parlare in modo aperto e costruttivo con i partiti e le persone o aggregazioni” e lo fa capire chiaramente, pertanto sono sicuro, anche con la Volkspartei, le compagnie degli scizzeri che vengono costituite, a spron battuto e a suon di finanziamenti pubblici, per salvare, naturalmente, “l’Autonomia che abbiamo a cuore e che dobbiamo sapere reinventare…”, in un momento di “crisi della politica, con i rappresentanti territoriali sono gli unici in grado di intercettare le domande della società e dell’economia che in Trentino, come nel Sudtirolo si incrociano “

Il Sen. Panizza sa benissimo, ma non vuole vedere che, le attese delle comunità dell’Alto Adige e quelle del Trentino, sono per tradizione e cultura assai diverse e non si incrociano affatto per ragione di esigenze specifiche e pratiche diverse:

  • noi cerchiamo posti di lavoro per la gente in generale, la Volksparei opera solo per i cittadini di lingua tedesca ( hanno introdotto persino una legge chiamata “proporzionale” per avvantaggiare i “loro”, con un provvedimento che possiamo definire discriminante e razzista);
  • noi cerchiamo di promuovere il turismo a 360°, mentre loro, per ragioni strettamente politiche, investono molto di più nei mercati di lingua tedesca; ( guarda caso );
  • noi abbiamo bisogno della nuova autostrada che ci colleghi rapidamente con il Veneto, il Friuli, la Venezia Giulia, le province del sud-est, come l’Emilia-Romagna e tutta la sponda dell’Adriatico, mentre la Presidenza della Provincia di Trento con l’aiuto del Patt e della Volkspartei frena la firma di un accordo per la realizzazione di tale opera importante e urgente.

Il nostro Onorevole continua a dire di volere accordi, ovviamente, non da solo, ma con l’aiuto della Svp con la quale, secondo lui, “condividiamo storia e visioni”. Nulla di più fantasioso! Poco o nulla ci accomuna con la Volkspartei, la cui politica verso l’Italia è sempre di conflitto.

Non ci unisce certo la lingua, non l’architettura, neppure lontanamente il carattere, nemmeno il clima, non i vili attentati ai monumenti storici, non una sottile forma di razzismo ( il riferimento alla legge citata sopra è d’obbligo e non si capisce come non siano intervenuti i sindacati e la magistratura a bloccare un tale sopruso), potrei continuare, ma desidero invece mettere in rilievo che il comportamento del Palazzo e della nostra gente è stato ed e quello di cercare sempre la via della collaborazione. L’operato del Governo ha consentito, nonostante tutto, di raggiungere una convivenza civile ed ammirevole rispetto a quello che si intravede non troppo lontano dai nostri confini e nel Mondo.

Come possiamo pensare che il PATT operi veramente per la “convivenza civile ” quando esso finanzia gli scizzeri che coltivano un odio implacabile verso i loro fratelli di fede Italiana solo perche non la pensano come loro; come possiamo credere alle parole del PATT, del Sig. Panizza e dei Suoi colleghi che auspicano che non si canti l’Inno Nazionale e arrivano a non insegnarlo nelle scuole e a non farlo eseguire durante le ricorrenze importanti ; si augurano che al posto del Tricolore, sventoli la bandiera di San Venceslau, hanno l’ardire di suggerire agli ALPINI di non cantare l’Inno al Piave ed infine “brigano” per una Autonomia da reinventare, cioè un’Autonomia Trentina sotto l’influenza della Volkspartei e dell’Austria, mirando ad una Autonomia sganciata da Roma solo perchè, ora, non possiamo più avere i lauti privilegi dei quali abbiamo goduto fino a poco tempo fa.

Panizza fa riferimento agli alleati: il Pd e l’UPT e si dichiara contro” la logica delle contrapposizioni ideologiche e strumentali e, auspica “di ricercare insieme soluzioni idonee e modi adeguati per attuarle”; in pratica il Panizza vorrebbe che le strategie politiche operative andassero esclusivamente nella direzione voluta dal PATT che “è in perfetta sintonia con la Svp, perchè con il Sudtirolo condividiamo storia e visione “!

Se così fosse, la tirolizzazione del Trentino potrebbe crescere pericolosamente e a quel punto la colpa grave ricadrebbe anche sugli alleati attuali, mentre la convivenza civile subirebbe un colpo gravissimo con conseguenze facilmente immaginabili. La stragrande maggioranza dei Trentini ricorda benissimo cosa vuol dire essere comandati dai “crucchi” ed è per questa valutazione che, pur preoccupati, sono certi che gli alleati del Patt, e tutti gli altri partiti che operano sul territorio Trentino e la Popolazione non si lasceranno minimamente coinvolgere dagli estremisti tirolesi e dal pangermanismo, sempre in agguato.

Auspico che l’on Panizza, nella veste di Presidente del “Centenario,” non dimentichi di ricordare: la vita e i sacrifici dei Trentini, prima e durante la GG, per mantenere viva la cultura e la lingua Italiana e non tralasci di onorare, correttamente, l’operato dei Trentini, degli Irredentisti e i molti Caduti e/o feriti per l’Unità d’Italia con Trento e Trieste.

Mi domando perchè per qualche voto in più, per qualche sedia sicura e ben remunerata, molti politici, cinicamente, percorrono questa strada infame invece di operare seriamente per l’interesse di tutti i cittadini e per il rilancio della cultura, bene supremo di una Nazione.

 

Da La Spada di Damocle n. 2 – Settembre 2015

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