Dal Cermis ai Marò… l’Italia indigesta

di Alberto Sicari

3 Febbraio 1998 Maria, Marcello, Edeltraud, Dieter Frank, Michael, Egon, Annelie, Harald, Jurgen, Marina, Anton, Sonja, Stefan, Rose-Marie, Sebastian, Stefaan, Hadewich, Ewa, Philip e Danielle morirono per mano del pilota, il capitano dei marines americani Richard Ashby, che, durante un volo di ricognizione sul Cermis, tranciava i cavi della cabinovia provocando la morte di 20 persone. L’allora governo Italiano, guidato da Prodi, di cui facevano parte come ministri anche Veltroni, Dini e Giorgio Napolitano, condannarono l’accaduto e fecero, apparentemente, la voce grossa con gli USA. Prodi & Co chiesero di poter processare i responsabili in Italia e che gli Usa risarcissero interamente i danni: per l’azione giuridica ciò non fu possibile in virtù del trattato NATO di Londra del 19 giugno del 1951, che assegnava giurisdizione prioritaria allo Stato di Invio, in caso di reati commessi per negligenza in servizio da parte di un militare dello stesso ( art. VII par. 3 ii ). Per l’aspetto economico pare, ma non è mai stato assodato, che la Provincia di Trento abbia incamerato il 75% delle spese sostenute per il risarcimento dei danni ai familiari delle vittime: nulla di più!

Il capitano Ashby, che durante il volo girava un video, da portare come ricordo negli States, subì un processo farsa negli USA, fu infatti condannato alla sola radiazione dai marines, senza alcun riferimento, nella sentenza, agli omicidi perpetrati in Italia.  L’Italia, e la Provincia di Trento si dovettero, o si vollero, accontentare dell’elemosina ricevuta dagli USA.

Questi i fatti e gli esiti relativi a quel triste episodio che ha visto un’azione criminale vergognosamente coperta dall’America e supinamente accettata da un’Italia priva di spina dorsale.

Il 15 Febbraio 2012 Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, durante un’operazione anti-pirateria in acque internazionali a bordo della nave Enrica Lexie, , vennero arrestati dalla polizia indiana e accusati dell’ omicidio di due pescatori indiani, Valentine e Ajeesh Pink; l’arresto avvenne illegalmente tramite un tranello teso dalla polizia indiana che, con la scusa di proteggere i due accusati, finì per riuscire a far entrare la nave in porto, incolpare ed arrestare i due militari. Il governo Italiano capitanato da Monti, con Giorgio Napolitano che ricopriva allora la Carica di Presidente della Repubblica, reagì tardivamente invocando giustamente l’art. 97 della convenzione di Montego Bay, secondo il quale, essendo il fatto accaduto in acque internazionali e battendo la Enrica Lexie  bandiera italiana, gli stessi avrebbero dovuto essere giudicati ed eventualmente condannati in Italia.

Come ci si poteva ben immaginare i due Marò, grazie all’azione imbelle di Monti, Letta e Renzi, vennero detenuti illegalmente in India (azione che dura tuttora senza che sia mai stata formulata un’accusa precisa), con la possibilità di essere condannati a morte; solo l’allora Ministro-tecnico Giulio Terzi ebbe la decenza di dimettersi per tale motivo, per il resto …. silenzio !

Come sia stato possibile che gli USA abbiano fatto quel che volevano con l’Italia è abbastanza chiaro visto lo stato di sudditanza del quale siamo vittime dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ed annotati anche i rapporti, alquanto particolari, che l’ex Presidente Giorgio Napolitano e i dirigenti del PD intrattengono con gli Stati Uniti; ma perché l’India non abbia rispettato gli accordi internazionali è cosa che non ci è per nulla evidente.

Il 3 dicembre 2013 si svolse a Bali una importante riunione del “WTO”, la più potente organizzazione legislativa e giuridica del mondo, che stabilisce le regole mondiali sul commercio internazionale delle materie prime e sui dazi doganali da applicare. Durante il meeting di Bali, l’India, già da tempo in urto con gli USA e le Nazioni europee ritardò gli accordi cercando di portare dalla propria parte, tra gli altri, l’Italia. L’India, in quel contesto, chiese di ridurre i dazi sulle importazioni, maggiori sussidi all’agricoltura del proprio paese e lo snellimento delle formalità alle frontiere, cose evidentemente molto svantaggiose per l’Italia dato che il Pil nazionale è basato proprio sul “made in Italy” e l’export. L’occasione era favorevole per una rapida risoluzione del caso dei Marò essendo in quel frangente l’Italia in una posizione di vantaggio: cosa fecero allora i rappresentanti del governo Letta, che nell’occasione godevano anche del supporto degli USA? Nulla! Accadde allora che gli Americani fecero il proprio accordo con l’India chiudendo i “giochi” italiani, il Sole 24 ore, il 10 marzo 2013, ebbe a titolare “Allarme WTO: l’Italia perde colpi anche nel commercio internazionale”.

L’Italia perde sempre, e sempre a sinistra, non rispettata dagli “alleati” Americani e tenuta in scacco dagli Indiani che, proditoriamente e senza alcun supporto giuridico, tengono in ostaggio due nostri connazionali. Oggi l’attuale governo e i governi precedenti di sinistra hanno sulla coscienza le vittime del Cermis, i Marò e tutti i nostri agricoltori, imprenditori e commercianti che, grazie anche agli accordi del WTO, si sono tolti la vita perché svenduti dal PD che prometteva di proteggerli lasciandoli, poi, al loro destino. Su una cosa Renzi ha ragione e cioè quando dice che gli italiani sono un popolo unico; sì, siamo l’unico popolo a pagare sempre le oscenità di una classe dirigente di sinistra che oggi come allora ci governa in modo catastrofico.

Se gli italiani comprendessero … !

Da La Spada di Damocle n. 6 – Gennaio 2016

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