17 marzo: unità od identità nazionale perduta?

di Alberto Sicari

Il 17 marzo 1861 in seguito alle guerre risorgimentali veniva proclamato il regno d’Italia.

Oggi, grazie alla legge 222 del 23 novembre del 2012 ogni anno nella stessa data si ricorda la giornata dell’unità nazionale, della costituzione dell’inno e della bandiera. Ma quanti oggi conoscono il valore o addirittura l’esistenza di questa giornata celebrativa?

Quanti sanno che la costituzione è la legge fondamentale del nostro Stato ed è stata scritta e approvata da un’assemblea costituente il 22 dicembre del 1947 ed entrò in vigore il 1 gennaio del 1948? Quanti sanno che l’inno dello Stato è Il canto degli Italiani meglio conosciuto come Fratelli d’Italia scritto da Goffredo Mameli nel 1847 e reso ufficiale con una modifica all’articolo 12 della costituzione nel 2005? Quanti sanno che la Bandiera Italiana è il Tricolore a strisce verticali verde-bianco-rosso come stabilito nell’articolo 12 della costituzione e la festa celebrativa è il 7 gennaio?

Molti non sanno, probabilmente neanche il Presidente Napolitano che firma la legge 222 (visto che non l’ha inserito), che la lingua ufficiale d’Italia è l’italiano. Il problema è che a differenza dell’inno e della bandiera, la nostra lingua non è inserita nella nostra costituzione! Infatti la costituzione all’articolo 6 tutela le minoranze linguistiche (La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche art.6 costituzione italiana) ma non l’italiano; a dire il vero però alcune proposte di legge (mai approvate) ci sono state per modificare la costituzione e inserire la nostra lingua. Forse non sono state prese in considerazione perchè proposte da quella parte politica più legata all’idea di patria, alle
tradizioni e alla cultura del nostro paese?

Oggi purtroppo il governo si “riempie la bocca” di termini come “job act” o “stepchild adoption” giustificandoli con il fatto che siamo in europa e quindi dobbiamo fare bella figura con i 43 paesi dell’unione. E’ vero, grazie a qualcuno che ha scelto per noi, siamo europei, ma prima di tutto siamo Italiani con una nostra costituzione un nostro inno, una nostra bandiera, una nostra lingua, una nostra storia e una nostra cultura. Se non ci ricordiamo di questi principi fondamentali rischiamo di trasformare la giornata dell’unita nazionale nella giornata dell’identità nazionale perduta.

Negli anni sta svanendo pian piano quel senso di appartenenza, questo grazie anche alla mancanza dei confini soprattutto dal punto di vista culturale e intellettuale con un conseguente contagio incontrollato e incontrollabile di culture e tradizioni che non sono parte di noi e che non si sono adattate e amalgamate ma anzi, in diversi casi, si sono
imposte prepotentemente nella nostra nazione, non facendoci più riconoscere nei valori che ci appartengono.

“E’ solo conoscendo la storia e le tradizione della nostra nazione e delle altre nazioni che
possiamo riconoscere e amare la nostra Patria.”

Da La Spada di Damocle – Marzo 2016

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