Family day – Nun ce vònno sta

di Guerrino Soini

Sabato 30 gennaio ho partecipato, nel segno di quanto indicato dalla nostra Presedente Giorgia Meloni e dell’incarico che in FdI-AN svolgo, al Family Day, manifestazione a difesa della famiglia e del diritto del bambini ad avere una mamma ed un papà.

Una bella piazza il Circo Massimo, variegata, colorata, piena gente, di slogans e di frasi significative a riguardo del DDL Cirinnà in discussione in questi giorni al Senato; un parterre di relatori di tutto riguardo che ad una sola voce chiede lo stralcio della legge ed una ridiscussione dei diritti civili senza equiparazioni di sorta al matrimonio eterosessuale.

Dopo la manifestazione la solita querelle sul numero dei partecipanti: pare impossibile che lo stesso spazio abbia la demoniaca capacità di contenere 2,7 milioni di persone quando a manifestare è la sinistra e non più di trecentomila quando si tratta di qualcun altro: mah, misteri della fisica molecolare che nella comprimibilità dei corpi trova il suo giusto risalto.

Il 2 febbraio, giorno di scrittura di questo articolo, il Senato, infischiandosene degli umori della gente, ha fatto piazza pulita delle pregiudiziali di legittimità respingendo in blocco, ed anche con una certa superficiale premura, tutti i ragionamenti in ordine alla costituzionalità di questa porcheria di legge ed alla liceità dei procedimenti che si sono adottati per portarla in aula in spregio totale dell’art. 72 che prevede la discussione prima in Commissione e poi in aula cosa che sembra non essersi mai verificata nella storia della Repubblica; svaniti tutti i dubbi anche ad Alfano che ha contribuito, in cambio dei trenta denari rappresentati da un ministero e quattro sottosegretari, al superamento delle prime insidie dell’iter parlamentare.

In questi giorni un profluvio di prese di posizione di Tizio piuttosto che di Caio ricordano a tutti che questa legge è fatta per la salvaguardia dei bambini, di quei bambini che in situazioni sfortunatissime ( ma anche particolarissime ) si trovassero a perdere entrambi i genitori e che avrebbero, così, la possibilità di mantenere un rapporto affettivo con il partner delle stesso sesso di uno dei genitori biologici e non importa se un illuminato ex Presidente della Corte Costituzionale (Ugo de Siervo, giurista di area renziana ) afferma in un’intervista a La Stampa: “Diciamocelo chiaramente: con la “stepchild adoption” si concede il diritto a un padre naturale di estendere la genitorialità a chi desidera lui. Non vedo proprio la tutela di un diritto del bambino. Ci potrà poi essere qualche caso limite. Ma non si legifera mai per i casi limite, quanto per i casi ordinari. E qui, di ordinario, vedo piuttosto l’aspirazione di qualcuno a utilizzare la maternità surrogata nascondendosi dietro il presunto interesse del bambino”.

Ci spiegano anche che il DDL non fa cenno all’equiparazione tra matrimonio tradizionale ed unioni civili salvo poi scoprire che nella stesura del testo i riferimenti di legge sono gli stessi, ed allora non resta che una considerazione da fare: mentono sapendo di mentire. Questa legge non basterà è solo il cavallo di troia per ottenere tutto quello che una sparuta minoranza, capeggiata dal senatore lo Giudice ( sposato con un uomo e padre di un bimbo attraverso una maternità surrogata da utero in affitto ), vuole prepotentemente, infischiandosene allegramente di quello che il nostro disposto legislativo prevede.

La parola, allora resterà a noi, popolo del Family Day,  ed alla nostra capacità di rovesciare il tavolo al referendum confermativo coinvolgendo tutti quelli che riusciremo a coinvolgere. Ne saremo capaci ? Non lo so; verremo bombardati da milioni di spot inneggianti alla famiglia arcobaleno, ci faranno una “ càpa tànta “ spiegandoci che gli omosessuali hanno i lori diritti, ci diranno che è giusto strappare un figlio ala madre appena nato senza nemmeno farlo allattare ( intervista a Le Iene del sen. Lo Giudice ) perché è questo che vogliono, anche se un trattamento del genere è impedito dalla legge anche per i cani, in barba a tutte le dichiarazioni della Cirinnà, che anche ieri si è espressa in merito negando l’evidenza, vogliono la libertà di matrimonio e di adozione nel modo che loro scelgono senza possibilità di impedimento. E se ci mettiamo anche i propositi dell’on Scalfarotto chi oserà manifestare contro questa aberrazione verrà tacciato di omofobia e perseguito dalla legge.

Ma è davvero questo che volete?

Io no.

Da La Spada di Damocle Febbraio 2016

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