Foibe, la memoria al cinema e sul palcoscenico

di Elisabetta Sarzi

La tragedia dell’esodo giuliano-dalmata è una pagina della storia d’Italia di cui poco si parla, soprattutto nelle scuole. Nei libri di storia il tutto si riduce a una finestrella laterale che non viene non solo letta ma quasi mai citata. Ci sono innumerevoli documentazioni in merito, dai racconti dei figli dei sopravvissuti a reperti fotografici, libri, film e spettacoli. Per questo ho deciso di proporre qui qualche suggerimento per approfondire questa strage, la cui ferita è ancora aperta.

IL SEGRETO D’ITALIA (2004)

Il Segreto di Italia è un film del 2004 diretto da Antonello Belluco e con protagonisti Romina Power e Gloria Rizzato. Il film racconta la storia d’amore tra la giovane Italia e il giovane Farinacci sconvolta dal tragico eccidio avvenuto a Codevigo fra l’aprile e il maggio del 1945. Il film segna dopo molti anni il ritorno sulle scene di Romina Power.

È stato premiato Miglior Film Straniero durante la 30° edizione del Fort Lauderdale International Film Festival, svoltosi a Miami dal 6 al 22 novembre 2015.

TRAMA

Nel 2000, Italia Martin, ormai settantenne, torna al paese di Codevigo dopo esserne stata lontana per 55 anni, per partecipare al matrimonio della nipote. Tormentata da un segreto, i suoi ricordi vanno all’aprile del 1945, quando, ragazzina, è innamorata del giovane Farinacci Fontana, fascista e figlio del vicecomandante della locale Brigata Nera, Sante. L’arrivo in paese come sfollata della bella vedova fiumana Ada, alloggiata proprio nella cascina della famiglia di Italia, sconvolge la nascente storia d’amore fra Italia e Farinacci. Nel frattempo la guerra si avvicina alla fine: i tedeschi si ritirano abbandonando i fascisti, e da sud arrivano i partigiani comunisti, preceduti da un informatore, il marchigiano Mauro, che ha la missione di documentare le adesioni alla RSI da parte della popolazione locale in vista dell’epurazione. L’arrivo dei partigiani ben presto si trasforma in un incubo per la popolazione. Una delle prime vittime è la maestra elementare Corinna Doardo che viene trascinata per le strade del paese e poi uccisa. Arresti arbitrari e torture ordinate dal comandante partigiano “Ramon” si susseguono.

Nel frattempo Farinacci trova momentaneamente rifugio in un fienile mentre Italia e Ada, rassicurate da Mauro, decidono di prendere parte ad una festa di paese.

Inaspettatamente Farinacci si presenta alla festa ma Ada lo convince a rimanere nascosto nel proprio rifugio dove lo riaccompagna. Italia rimasta sola alla festa segue il cagnolino di Farinacci fino al fienile dove coglie i due giovani in intimità e sconsideratamente denuncia il giovane ai partigiani provocandone l’arresto.

Farinacci la sera seguente finisce fucilato nel corso delle esecuzioni in massa. Nello stesso gruppo di condannati finisce anche il padre di Italia, Franco, che preoccupato per il mancato rientro di Ada dopo la festa era andato a cercarla. Franco però viene salvato all’ultimo momento dal partigiano Mauro, che disgustato dalla mattanza e dai metodi dei “garibaldini” finge di ucciderlo e lo scaraventa nel fiume salvandolo. Ada invece viene violentata dai garibaldini e muore poco dopo abbracciata da Italia che si rende conto di aver provocato la morte dei due giovani. Trovata dalla madre Italia ritorna a casa e insieme a tutta la famiglia, nel frattempo raggiunta anche da Franco, scappano a bordo della propria vettura non senza aver caricato a bordo il cagnolino di Farinacci.

La giovane Italia rimasta sconvolta dal rimorso, sfollata a Milano, decide poi di partire per gli Stati Uniti per non ritornare più a Codevigo fino al 2000. Dopo il ritorno in paese incontra di nuovo il partigiano Mauro, ormai vecchio, che cerca di consolarla e di farle capire che anche lei è stata una vittima di una violenza più grande di loro.

fonte: Wikipedia

IL CUORE NEL POZZO (2006)

La miniserie è prodotta da Rai Fiction e Rizzoli Audiovisivi. La storia è incentrata sulla fuga di un gruppo di bambini dai partigiani di Tito, ambientata negli ultimi anni della seconda guerra mondiale. Il consulente storico del film è Giovanni Sabbatucci, docente di Storia contemporanea presso la Sapienza – Università di Roma.

Il film è stato girato nell’autunno del 2004 in Montenegro, poiché le autorità croate hanno vietato le riprese in Istria, dato che, a loro avviso, i contenuti non avevano un riscontro storico.

TRAMA

Siamo in Istria nel 1943, quando ormai in Italia era caduto il fascismo, le truppe e i corpi di polizia erano disorientati dalla situazione.

In questa atmosfera, i partigiani di Tito marciano verso Trieste per conquistare terreno e prendere i territori italiani della Venezia Giulia, della Dalmazia e dell’Istria. Giunge qui Novak, uno di questi partigiani, per ritrovare il figlio Carlo, avuto da una donna italiana, Giulia, che aveva violentato anni prima. Poi appare una nuova famiglia, quella di Francesco, che aiuterà il piccolo Carlo. Giulia nasconde il figlio nell’orfanotrofio di Don Bruno e preferisce morire per mano dello stesso Novak piuttosto che rivelare il nascondiglio del figlio. Segue poi una rincorsa dei partigiani alla caccia dei bambini dell’orfanotrofio che, guidati da Don Bruno, arrivano verso zone di confine più sicure e meno battute dai partigiani slavi.

Con l’aiuto di Ettore (interpretato da Beppe Fiorello), un reduce alpino, di Anja, una collaboratrice slava di Don Bruno e di Walter che però verrà ucciso (come poi anche Novak), rappresentante del Comitato di Liberazione Nazionale, di tre soldati italiani sbandati e con la morte di Don Bruno, riusciranno comunque a salvarsi.

fonte: Wikipedia

MAGAZZINO 18 (2006)

Magazzino 18 è un musical scritto in collaborazione con Jan Bernas, giornalista e autore del libro Ci chiamavano fascisti, eravamo italiani. Lo spettacolo è un’opera che racconta il dramma dell’esodo istriano, giuliano e dalmata nel secondo dopoguerra: la storia di molti italiani costretti ad abbandonare la propria terra a seguito della sconfitta dell’Italia, la quale nel 1941 aveva invaso la Jugoslavia, nella seconda guerra mondiale. Queste terre, con il trattato di Parigi, vennero assegnate dagli Alleati alla Jugoslavia. Il magazzino 18 è l’edificio del Porto Vecchio di Trieste in cui è conservata oggettistica di una parte di esuli.

Lo spettacolo ha raccolto un notevole successo ed ha ricevuto una lunga serie di recensioni e reazioni positive, ma è stato anche duramente ostacolato da numerosi giornalisti di sinistra e nondimeno dai centri sociali nelle località in cui era in programma a teatro, con l’ “accusa di fascismo” all’artista per il solo fatto di aver portato l’attenzione su questa tragedia italiana.

Qui di seguito riporto la descrizione dello spettacolo dal sito ufficiale di Simone Cristicchi, dove è possibile anche visionare il calendario del tour nei teatri d’Italia (in fondo all’articolo potete trovare il link del sito internet: cliccandolo, vi porterà alla pagina dedicata allo spettacolo).

Magazzino 18 è andato in scena anche sui palcoscenici trentini: al Trentino Book Festival di Caldonazzo nell’estate 2014 e ad inizio dicembre 2015 al Teatro Sociale di Trento per ben 4 giorni.

Con la speranza di vederlo in scena nuovamente nella nostra provincia, vi auguro una buona lettura.

«Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante. Racconta di una pagina dolorosissima della storia d’Italia, di una vicenda complessa e mai abbastanza conosciuta del nostro Novecento. Ed è ancor più straziante perché affida questa “memoria” non a un imponente monumento o a una documentazione impressionante, ma a tante piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità.

Una sedia, accatastata assieme a molte altre, porta un nome, una sigla, un numero e la scritta “Servizio Esodo”. Simile la catalogazione per un armadio, e poi materassi, letti, stoviglie, fotografie, poveri giocattoli, altri oggetti, altri numeri, altri nomi… Oggetti comuni che accompagnano lo scorrere di tante vite: uno scorrere improvvisamente interrotto dalla Storia, dall’esodo.

Con il trattato di pace del 1947 l’Italia perdette vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e quasi 350 mila persone scelsero – davanti a una situazione intricata e irta di lacerazioni – di lasciare le loro terre natali destinate ad essere jugoslave e proseguire la loro esistenza in Italia. Non è facile riuscire davvero a immaginare quale fosse il loro stato d’animo, con quale sofferenza intere famiglie impacchettarono tutte le loro poche cose e si lasciarono alle spalle le loro città, le case, le radici. Davanti a loro difficoltà, povertà, insicurezza, e spesso sospetto.

Simone Cristicchi è rimasto colpito da questa scarsamente frequentata pagina della nostra storia ed ha deciso di ripercorrerla in un testo che prende il titolo proprio da quel luogo nel Porto Vecchio di Trieste, dove gli esuli – senza casa e spesso prossimi ad affrontare lunghi periodi in campo profughi o estenuanti viaggi verso lontane mete nel mondo – lasciavano le loro proprietà, in attesa di poterne in futuro rientrare in possesso: il Magazzino 18.

Coadiuvato nella scrittura da Jan Bernas e diretto dalla mano esperta di Antonio Calenda, Cristicchi partirà proprio da quegli oggetti privati, ancora conservati al Porto di Trieste, per riportare alla luce ogni vita che vi si nasconde: la narrerà schiettamente e passerà dall’una all’altra cambiando registri vocali, costumi, atmosfere musicali, in una koinée di linguaggi che trasfigura il reportage storico in una forma nuova, che forse si può definire “Musical-Civile”.

E sarà evocata anche la difficile situazione degli italiani “rimasti” in quelle terre, o quella gravosa dell’operaio monfalconese che decide di andare in Jugoslavia, o del prigioniero del lager comunista di Goli Otok…

Lo spettacolo sarà punteggiato da canzoni e musiche inedite di Simone Cristicchi, eseguite dal vivo.»

fonte: www.simonecristicchi.it

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...