Perché la destra fa paura all’Europa

di Penna Nera

La guerra è finita, è finita da settant’anni e le atrocità, le persecuzioni e i crimini, di entrambe le parti, devono rimanere vivi nella memoria, ma non possono più castrare il mondo della politica contemporanea.

All’Europa, intesa come quella sorta di “stato al di sopra delle Nazioni Sovrane, basato sul fatturato della Banca Centrale Europea”, la destra fa paura perché rappresenta l’orgoglio di un popolo per la propria Nazione, si fa beffe della favola del mondo senza confini, inventata da chi vuole comandare e influenzare il mondo stesso, ma rimanendo nell’anonimato di un ufficio marketing.

La destra fa paura perché da voce alle persone, ai cittadini, a chi si identifica in una bandiera, in un concetto, quello di nazionalità, che è più forte del fatturato di una società per azioni e l’Europa è solo questo: un’idea romantica, costruita per favorire il fatturato di un complesso bancario extra territoriale, privo di bandiera, privo di morale, autoreferenziale e spietatamente piegato alla finanza come fine ultimo di vita.

Ecco che quindi tutti si sentono in dovere di ricordare gli eccidi della destra, dimenticando quelli del comunismo, che diventa sinonimo di pacifismo, non manca molto al momento in cui spiegheranno che le “Purghe Staliniane” erano un visionario e altruistico programma per curare la dissenteria.

E mentre continuano a giocare all’indottrinamento, quel gioco in cui “Destra = guerra, male e sfruttamento”, mentre “Sinistra = pace, bene e diritti per tutti”, il mondo come lo conosciamo noi sparisce, un diritto alla volta, perché “per il bene di tutti” dobbiamo rinunciare sempre a qualcosa, il bene di domani, per i Governi di oggi, si ottiene solo sacrificando i diritti che avevamo ieri.

Così la precarietà del lavoro diventa magicamente la “fluidità dell’impiego” e mentre inviano truppe e mezzi a combattere all’estero, le chiamano “Missioni di Pace”, come se la pace passasse dalla canna rigata di un fucile di precisione, a ben pensarci dovrebbe essere il primo pensiero dello stereotipo dell’uomo di destra no? E invece ci hanno rubato l’idea quelli del Partito Democratico.

Se avessimo il coraggio, l’onestà e la decisione politica per definirle quello che sono, sarebbero “Missioni di scorta e protezione di aziende italiane all’estero”, ma questo suggerirebbe un certo rientro economico anche per lo Stato, ma dubito che, a parte per il conto personale di qualcuno, ci sia un rientro economico per tutto lo Stato Italiano, che siamo noi, che sono i servizi per noi stessi,  per i nostri figli, per i nostri ammalati e i nostri anziani.

La Destra fa paura, perché nel corso degli anni la cortina di mistificazione dei vincenti sta lentamente dissolvendosi, rivelando la realtà per quello che è: il male è nelle persone, non nelle idee politiche, ma quello che più fa paura a chi realmente ci governa, (e non parlo dei politici che sono solo una facciata comoda), è la consapevolezza: il rendersi conto che siamo un popolo, che siamo una democrazia, che abbiamo il potere di cambiare le cose, ma per loro fortuna è più comodo lamentarsi, scuotere la testa e lavarsene le mani, come facciamo dai tempi della Roma Caput Mundi, come dei moderni Ponzio Pilato, incapaci di prendere una decisione.

dalla Spada di Damocle – Maggio 2016

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