Cronaca di una sconfitta annunciata?

di Marco Taufer

Il tema “alleanze” o “coalizioni” che sta coinvolgendo i partiti di centro destra è un tema molto delicato, però non possiamo fare a meno di discuterne. Il dibattito ampio e trasparente ci porta a non cadere negli errori del passato, dove partiti e movimenti che non avevano niente in comune si sono alleati con l’unico intuito di vincere, o sconfiggere, la sinistra. Gianfranco Fini ha portato l’Alleanza Nazionale addirittura ad una fusione dove tutti sono usciti perdenti, dove chi difendeva l’Italia e la cultura millenaria del bel paese è stato costretto a governare con chi difendeva la secessione, tutto ciò con l’unico obiettivo di non consegnare il paese in mano alla sinistra. Questa strategia ci ha sviato dalla retta via e dall’obiettivo principale di presentarsi alla gente e farsi conoscere come siamo veramente, senza maschere, senza paura di infastidire il nostro “alleato”. Dobbiamo domandarci chi siamo, dove e con chi andiamo, e cosa vogliamo? Soltanto avendo le idee chiare saremo in grado di convincere la gente che siamo l’opzione migliore. Il centro Destra come è organizzato oggi non fa che l’interesse della Sinistra, Il partito che ha chiamato a sé la responsabilità di condurre il centro destra, legittimando questa conduzione per il fatto di ipoteticamente essere in testa nei sondaggi è quello che meno si identifica con la nostra storia, che palesemente ha come unico obiettivo vincere, vincere senza una linea guida, senza un programma chiaro di governo. La linea guida dell’attuale carro trainante del centro destra è “Autonomia e Secessione” nelle regioni di confine e “W l’Italia” nelle regioni meridionali.

Siamo ostaggi dell’attuale congiuntura politica, e rischiamo di essere trattati come coadiuvante dove il destino ci aveva segnato il posto del protagonista. La lotta sociale, la difesa della cultura e dignità nazionale non può essere consegnata a dei movimenti di origini secessioniste e con tanti dei suoi fondatori originari del vecchio P.C.I. e altri partiti socialisti. L’avvenimento del capoluogo alto atesino ci è servito di esempio, dove i soliti politici trentini, democristiani travestiti da liberatori, hanno cucito un’alleanza portando il nome del centro destra escludendo il vero e fondamentale elemento di centro destra bolzanino, quello rappresentato dai partiti nazionali di lingua italiana, nell’attesa di un ipotetico sostegno della SVP in un eventuale ballottaggio. A quanto pare i nostri alleati a livello nazionale non hanno capito che senza il voto degli italiani a Bolzano non si va da nessuna parte, e che anche in tempo di Renzi e Boschi la coerenza viene pagata.

Risultato finale: una sconfitta epocale, anche se qualcuno cerca di sdrammatizzare parlando di “ bicchiere mezzo pieno”, nella crescita di quello o di quell’altro partito, ma quello che non riescono a spiegare è perché il centro destra non è riuscito a vincere un PD demoralizzato, incapace di formare una maggioranza solida, vivendo una tempesta di inchieste, sfiducie e accuse nello scenario nazionale. Il momento storico ci riserva l’opportunità di vincere e essere protagonisti ma rischiamo di rimanere fuori e il paese perderà la vera opportunità di cambiare in meglio.

Quando parlo del momento storico cito il Sud America, dove dopo 20 anni di governi disastrosi di sinistra e sinistra estrema la destra inizia a riprendere il controllo della situazione, parlo di Europa dove la voglia di cambiamento si sparge ovunque (Polonia, Ungheria, Slovenia, Austria e Francia), e anche degli USA dove Donald Trump sembra contro tutto e tutti avere possibilità di vincere. Non dobbiamo dimenticare da dove siamo venuti e soprattutto dove vogliamo arrivare, e facendo un’analisi storica anche superficiale  ci renderemo conto che i movimenti e partiti opportunisti sono più vicini a noi di quello che vorremmo. È ora di insorgere, di mettere nella bilancia se l’obiettivo comune è quello di sconfiggere qualcuno, o quello di dimostrare alla gente che abbiamo delle idee chiare, e il futuro e la storia ci daranno ragione.

Da La Spada di Damocle – Giugno 2016

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