Legittima difesa e possesso di armi

di Concenzio Alicandri Ciufelli

«Falsa idea di utilità è quella che sacrifica mille vantaggi reali per un inconveniente o immaginario o di troppa conseguenza, che toglierebbe agli uomini il fuoco perché incendia e l’acqua perché annega, che non ripara ai mali che col distruggere. Le leggi che proibiscono di portare armi sono leggi di tal natura; esse non disarmano che i non inclinati né determinati ai delitti»

Cesare Beccaria

Di questi tempi si fa un gran parlare di legittima difesa, soprattutto con armi da fuoco. Ne parlano i media, ne parlano i politici, ne parla la gente comune.

Purtroppo quando si affronta un simile tema – che definirei “caldo” in un paese come il nostro ove un’arma in mano ad un onesto cittadino mette quasi più paura di quella in mano ad un criminale, è facile venire scambiati per esaltati o peggio potenziali assassini. Questo a causa di una cultura assolutamente disinformata sul tema.

Facciamo un esempio per sottolineare l’ipocrisia di chi grida allo scandalo per le armi date “con troppa facilità” in mano a gente onesta: «Una persona che vuole un’arma la trova… La droga è illegale e quindi non si trova?»

Non è più scandaloso quindi che le armi si possano comprare presso mercati paralleli illegalmente insieme magari alla droga?

Togliere le armi ai possessori, o ancora peggio conservarle nei poligoni come ha pensato qualche politico (uno sperpero di denaro per sistemi di allarmi e manutenzione degli stessi per la loro custodia) non risolve nulla.

L’uomo storicamente è legato alle armi così come la sua evoluzione, doveva cacciare e difendersi e con esse, grazie alle quali si è evoluto. Le guerre sono fatte con le armi ma anche la resistenza di un popolo contro un invasore si effettua con le armi.

Un’arma può averla un criminale ma anche un cittadino onesto che con essa vuole proteggersi da chi le armi illegalmente le avrà sempre. Le medaglie olimpiche sono state vinte anche con le armi. Tutte le dittature hanno disamato i popoli, di armi e di cultura; le armi sono storia, cultura, difesa, sport, caccia, collezionismo…

Pensiamo ai 16 omicidi del Mostro di Firenze: se dentro ad una di quelle auto di giovani ragazzi ci fosse stata una pistola, quella storia avrebbe avuto altro corso.

Se nella sede del giornale Charlie Hebdo avessero avuto un’arma come in Texas, forse non vi sarebbero stati tutti quei morti, come dice lo stesso Donald Trump o come ha dichiarato qui il cantante degli Eagles of Death Metal in riferimento al famoso attentato al Bataclàn e lo stesso discorso vale per gli accadimenti in Tunisia. Stesso dicasi per a tragedia del campus avvenuta in Norvegia nel 2011: quei ragazzi non sarebbero stati bersagli inermi di un pazzo che poteva avere armi legali o illegali a suo piacimento (come detto sopra, chi ha un piano omicida se ne infischia della legge e delle regolamentazioni sulle armi).

È palese e dimostrato che in ogni società la quantità dei crimini non dipende dalla disponibilità delle armi, bensì da fattori culturali, socioeconomici e istituzionali che spingono le persone a commetterli. Le armi sono strumenti ma l’arma è l’uomo.

Se il pazzo, che circa un anno fa sparò da un palazzo a Napoli, avesse avuto tra le mani una tanica di 20 litri di benzina e qualche fiammifero, avrebbe potuto dare fuoco all’edificio. E la benzina si denuncia forse? Senza contare che aveva a disposizione delle bombole di gas pronte per esplodere.

Ma ancora altri esempi: nel 1976, a Washington DC, è stata introdotta una norma che ha eliminato il porto d’armi per difesa e introdotto l’obbligo di smontare le armi detenute nelle abitazioni private e di dotarle di lucchetto; si è passati dai 188 omicidi del 1976 ai 369 del 1988 e 454 del 1993. Nel 2008 la legge è stata ritenuta incostituzionale: il tasso di omicidi in quell’anno è sceso a 186 e 88 nel 2012. Non molto differente è stata la situazione a Chicago, dove si è ritornati sui propri passi nel 2010. (Per saperne di più clicca qui).

Qualsiasi persona è in grado di uccidere anche senza armi da fuoco: l’Inghilterra disarmata (come vorrebbero i politici fosse l’Italia), ma solo comprendendo i legali possessori di armi, risulta essere la nazione più violenta d’Europa.

Più che inutili restrizioni, preferiamo che venga rivista la legge sulla legittima difesa e che il porto d’armi da difesa abbia una diffusione maggiore, per chi ne avesse i giusti requisiti.

In ultimo, spesso sentiamo parlare di Far West, quando ad essere armati sono i cittadini, ma il lontano ovest in realtà non corrispondeva affatto all’imagine proposta dal cinema hollywoodiano: come confermano studiosi come William Davis e Russel Pritchard, il vecchio west non era la “terra dal grilletto facile”, ma fu un luogo più pacifico che violento, più costruttivo che dedito alla rovina.

Se siete legali possessori di armi e volete aderire al neonato gruppo Facebook “Difesa dei legali possessori di armi” cliccate qui.

dalla Spada di Damocle – Giugno 2016

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