Legittima difesa: una proposta concreta

di Sergio Berlato*

L’emergenza criminalità è sotto gli occhi di tutti: non vi è giorno in cui la cronaca non ci riporti di casi di aggressioni in casa, pestaggi, violenze disumane quando non addirittura omicidi perpetrati da ladri che, per rubare anche solo poche decine di euro, non guardano in faccia a nessuno.

Sempre più cittadini, magari dopo aver subito più di una rapina, decidono di organizzarsi per difendere se stessi e la propria famiglia.

A fronte di questo troviamo i cantori della sinistra che gridano al Far West e criminalizzano coloro che legittimamente rispondono con fermezza alla violenza. Da questo filone culturale derivano spesso anche interpretazioni giurisprudenziali che spostano il mirino della giustizia dal criminale al cittadino e danno l’impressione che la legge italiana non sia più atta a difendere in toto le persone oneste. Anzi, troppo spesso la vittima si trasforma, nelle aule di tribunale, in colpevole.

Difendersi non significa fare giustizia da sé ma, più semplicemente, proteggersi.

Come molti osservatori e professionisti del settore fanno notare, la criminalità nello scenario italiano nel corso degli ultimi dieci anni è cambiata in modo radicale. La figura del classico “topo d’appartamento” non esiste più ed i furti vengono sostituiti da vere e proprie rapine in casa con criminali,  spesso colpevoli di una lunga scia di sangue, che non si fanno scrupoli di uccidere o picchiare selvaggiamente la famiglia che in quella casa stava tranquillamente cenando o dormendo.

Anche per questo motivo è assolutamente necessaria una modifica del criterio di proporzionalità che ad oggi caratterizza l’articolo 52 del Codice Penale sulla legittima difesa. In caso contrario, lasceremmo sempre più il cittadino da solo ad affrontare prima l’emergenza criminalità e poi lo abbandoneremmo, altrettanto isolato, dinnanzi alle ferree maglie della giustizia.

Al fine di modificare l’art.52 (che recita: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa“) ho depositato, nella mia qualità di Consigliere Regionale del Veneto, un Progetto di Legge statale, poi fatta propria anche dal Gruppo Parlamentare di Fratelli d’Italia/AN.

La proposta si compone di due articoli che introducono modifiche al comma 3 dell. art. 52, proponendo una più marcata e qualificabile autotutela, delineando un nuovo perimetro di discrezionalità al potere giudiziario. In pratica il Pdl all’art.1 propone una definizione perimetrale più ampia per i luoghi (abitazioni, negozi, uffici, studi) dove l’offesa risulta in atto, “ovvero nelle immediate adiacenze dei luoghi indicati nel presente articolo se risulta chiara e sia in atto l’intenzione di introdursi violentemente negli stessi o di volersene allontanare senza desistere dall’offesa“. Nell’art.2 invece si stabilisce “che ove il pericolo di aggressione a persone o beni avvenga da parte di chi si introduce illegalmente in ore notturne, in una abitazione (o negli altri luoghi previsti dalla legge), sia in ogni caso presunta la proporzionalità con l’offesa“.

In sostanza, con la presente modifica, si vuole tutelare e garantire maggior sicurezza ai cittadini onesti vittime della criminalità e con essa la legittima difesa. Come Fratelli d’Italia sentiamo la necessità di offrire ai cittadini la garanzia di non essere lasciati soli nelle mani di una delinquenza sempre più invadente e spesso impunita. Questo è il nostro tentativo di risposta concreta agli ultimi fatti che hanno visto cittadini aggrediti due volte, prima dai malviventi e poi da un sistema giudiziario che spesso non riesce a trovare equilibrio tra chi commette un reato e coloro che cercano solo di difendersi dai criminali.

Berlato_progetto di legge
Clicca qui per scaricare la proposta di legge

La proposta di legge andrà in discussione in Parlamento ma necessita di tutto il supporto che possiamo dare per poter giungere ad approvazione: qualunque momento di approfondimento, analisi, discussione pubblica  e sensibilizzazione sarà fondamentale in quanto ci troveremo davanti la ferrea resistenza dell’attuale maggioranza di Governo che, tramite le parole di Matteo Renzi, fa ben comprendere la posizione che assumeranno. Il Premier mai eletto dagli italiani, infatti, ha dichiarato che ha nel cassetto una legge che restringerà ancor più le possibilità per un cittadino di possedere un’arma legalmente registrata, ennesima riprova della considerazione che nutre nei confronti dei titolari di porto d’armi, persone -è bene ricordare- la cui condotta è soggetta ad una rete di controlli maggiore rispetto a coloro che tale documento non posseggono. Ciò dovrebbe esser sufficiente per non criminalizzarle.

*Consigliere Regionale FdI/AN Veneto

Da La Spada di Damocle – Giugno 2016

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