La sicurezza nelle abitazioni: una chimera?

di Guerrino Soini

Stiamo vivendo dei tempi bui, nei quali sembra fuori dall’ordinario poter abitare a casa propria nella tranquillità della pace domestica. Tutti i giorni si leggono, su giornali comunque orientati, notizie riguardanti episodi brutali conseguenza di furti, o tentativi di furto, in abitazioni, anche modeste, di privati cittadini. La recrudescenza degli atti violenti è evidente e non è raro morire o rimanere invalidi a vita a causa di qualche balordo che, entrato in casa per mettere in atto i suoi insani propositi, non esita ad usare le maniere forti, anche in modo efferato.

La cosa grave è rappresentata dall’assoluta incapacità del settore giudiziario, peraltro attivissimo in altri campi (specialmente se c’è da guardare dal buco della serratura della stanza da letto di qualche noto personaggio), di porre rimedio a tali misfatti rendendo giustizia alle vittime di furti, violenze, stupri, uccisioni. Il più delle volte, se la vittima si azzarda a reagire, si ritrova a sua volta accusata di violenza nei confronti del ladro ed è costretta a risarcimenti esorbitanti, vedi i casi Stacchio, Sicignano e Mattielli; detti accadimenti, nel sentire comune delle persone, appaiono come offesa al buon senso e danno la misura di una Legislazione inappropriata e di una Magistratura che, prendendosela con i deboli e salvaguardando i delinquenti, sembra aver perso l’indirizzo di casa.

L’avvocato Giulia Buongiorno, personaggio noto in Italia ed all’estero per la sua attività politica all’interno di AN, e per aver difeso con successo alcuni politici e personaggi famosi, ha recentemente lanciato una proposta sui social, proposta che andrebbe analizzata e sostenuta poiché rappresenta un giusto punto di equilibrio tra la devastante follia di “ furto con violenza selvaggia – impunito “ ed il far west che insorgerebbe se tutti pensassero di armarsi sparando all’impazzata ad ogni ombra che si muove casa. Si tratterebbe in sostanza di una revisione ragionata dell’art. 52 del codice penale il quale, attualmente, recita che la reazione dell’offeso deve essere proporzionale all’offesa ricevuta e che i mezzi utilizzati per attuarla debbono essere adeguati a quelli utilizzati dal criminale per perpetrare l’offesa.

Ora io sfido chiunque ad imbarcarsi in un simile ragionamento trovandosi un ladro armato in casa che, come la recente storia insegna, presumibilmente userà la violenza per ottenere quello che vuole.

Si comprende allora che non può più andar bene la concezione della legittima difesa così come concepita negli anni passati, quando il ladro, se scoperto, se la filava a gambe levate. Non può più andare bene per il semplice fatto che oggi se un balordo entra in casa tua e non trova quel che vuole è probabile, se non quasi certo, che sfoghi la sua frustrazione facendoti del male, seviziando te e tua moglie, stuprando le tue figlie o qualunque altra porcheria gli passi per la testa. L’immigrazione selvaggia, e il notevole afflusso di europei dell’est, in queste vicende ha, evidentemente, un peso non indifferente.

Ecco allora che nella visione dell’avv. Buongiorno la proposta di modifica dell’art. 52 del codice penale deve contenere con chiarezza il concetto: «chi è aggredito in casa propria può reagire con i mezzi che ha a disposizione» ed ancora «chi entra in casa d’altri per rubare o per violentare deve accettare la conseguenza che la sua violenza può corrispondere ad un atto di violenza da parte dell’ aggredito».

Questa modifica, semplice ma essenziale, potrebbe avere anche un notevole effetto di deterrenza contribuendo ad una diversa valutazione del rischio nell’introdursi in altrui proprietà da parte del ladro.

Va anche detto, sempre secondo l’avv. Buongiorno, che la sicurezza non ha colore e dovrebbe essere priorità d’azione di qualunque esecutivo, a tutela dei propri cittadini. Aspettiamo dunque, per la verità con poche speranze, che questo governo d’inetti si decida una buona volta a curare anche i nostri interessi e non solo quelli delle banche, dei potentati di riferimento e degli amici di turno, ai quali del popolo non potrebbe interessare di meno.

dalla Spada di Damocle – Giugno 2016

 

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