Il cinefilo accanito, recensione di “The Beauty and the Beast”

di Francesco Barni

Giungendo al nostro secondo appuntamento, abbiamo scelto di recensire una pellicola appena uscita nelle sale cinematografiche, proprio per tenere fede al nostro modus operandi che consiste nel dare il consiglio giusto alla creazione di una videoteca personale completa, che possa spaziare dai cult classici, fino alle più recenti programmazioni che ci hanno, personalmente, colpito.

“THE BEAUTY AND THE BEAST”

Vi è familiare questo titolo? No, non stiamo parlando del lungometraggio della Disney noto a tutti, grandi e piccini, e prodotto nel 1991. Bensì della sua versione Live-action appena distribuita nei migliori cinema mondiali. La storia, fortunata e sempre attuale rielaborazione della celebre fiaba europea scritta da Madame Villeneuve, affonda le sue radici nel classicismo fiabesco di Apuleio e del suo “Amore e Psiche”.

Questo film fa parte di un progetto iniziato circa due anni fa dalla Walt Disney Productions per recuperare i classici, riadattandoli con attori in carne e ossa, oppure stravolgendone il contenuto. Ma il pubblico si sa è sempre sovrano e dopo il mezzo flop di MALEFICENT, ( versione moderna de “La bella addormentata nel bosco”), si sono susseguiti, CENERENTOLA e poi IL LIBRO DELLA GIUNGLA, con ottimi incassi.

Ora, arrivati al 4 lungometraggio dal vivo, ci siamo apprestati ad andare a vederlo con grandi aspettative, ma nello stesso tempo pieni di ansia, per quello che poteva essere la violazione di tutto ciò che ci ricordava la nostra infanzia.

La trama, che può sembrare banale anche se non lo è, narra le vicende di un principe borioso della Francia del ‘700, che vive in agiatezza e sfarzo, non curandosi della gente comune e tassando il vicino villaggio. Una sera, accecato dal suo egoismo e dal suo essere così legato alle apparenze esteriori, subirà un maleficio che lo trasformerà in una Bestia, legando a sé tutti i componenti di corte del castello dove vive. Per spezzare l’incantesimo dovrà riuscire a trovare il “vero amore” e farsi amare non per quello che mostra, ma per ciò che può conservare nel suo cuore. Seguiremo quindi le avventure fuori dagli schemi della protagonista di nome Belle, qui competentemente interpretata da una genuina Emma Watson, e del suo percorso di crescita emozionale, contiguo e parallelo a quello del Principe.

In un connubio di magiche canzoni, musical recitato, costumi esagerati e ricostruzioni fedeli, anche dimenticandoci della computer grafica scadente, riscopriremo la magia Disney, il trionfo del conservatorismo illuminato e la tradizione di un intrattenimento che sembra coinvolgerci ed avvolgerci, fino alla totale rassicurazione. Un cast stellare fa da corollario a tutta l’opera e ci fa prendere meno sul serio quei rimandi politicamente corretti che ormai fanno parte della nostra società, come l’omosessualità espressa, la multiculturalità e la cancellazione della caccia. La sceneggiatura di Evan Spiliotopoulos, già autore di Hercules La leggenda e Trilli, strizza indubbiamente l’occhio al passato senza dimenticare alcuni nuovi elementi che, per quanto inutili, appaiono piacevoli per allungare il film, il tutto in un’atmosfera classica che, oltre ad appassionarci, ci aiuterà a riscoprire i valori del nostro passato e a non dimenticare mai come WALTER ELIAS DISNEY ci abbia cresciuto … quasi a dirci: STIA CON NOI !!!

VOTO 8+ Thank you Uncle Walt, God Bless you

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