La dura vita dei gregari

di Penna Nera

Come oramai avrete capito, miei cari lettori, Penna Nera non pensa, Penna Nera genera pensieri che spesso nemmeno lui comprende e l’ultimo barlume di pensiero logico che lo ha pervaso è stato: essere gregari è dura.

Essere gregari significa vivere nell’ombra del campione, illuminati esclusivamente della luce riflessa di chi devi ringraziare per il fatto che ti tiene lì, nella sua ombra, senza mai permetterti di essere tu il protagonista.

È così che devono sentirsi i vertici della Provincia Autonoma di Trento, Rossi e compagnia varia: sulla carta, vertici di una delle Province più importanti e invidiate d’Italia, ma alla prova dei fatti solo dei gregari di un Partito Democratico, che di democratico ha solo il nome, un partito tagliato e cucito addosso ad un unico leader maximo: Renzi.

Lo si capisce dalle polemiche legate, tanto per cambiare, all’arrivo di nuove preziose risorse extracomunitarie, alloggiate questa volta alla Vela e dalle dichiarazioni, diciamocelo, al limite della fantascienza, dell’Assessore Luca Zeni: «Quanto viene speso per l’accoglienza dei richiedenti asilo sono risorse extra-bilancio che si aggiungono al resto per arricchire il Trentino».

Penna Nera non è propriamente una cima, o forse è una cima, ma di rapa, quindi il suo limitato cervello tende a incepparsi di fronte a una dichiarazione del genere: in che senso le spese sono extra-bilancio? Ma soprattutto in che senso arricchisce il Trentino???

Forse tutte le problematiche legate all’ordine pubblico, tra sit-in, marce di protesta e improvvisate manifestazioni spontanee (che se le facessero i trentini, prenderebbero due manganellate e li manderebbero a casa, perché non autorizzate) che coinvolgono decine di unità di Pubblica Sicurezza, vengono pagate extra-bilancio? Gli straordinari a Polizia e Carabinieri, così come il fatto che devono essere impiegati per fare da balia ai clandest…. ops … richiedenti asilo, li paga l’Europa o Roma?

Per non parlare del discorso legato all’arricchire il Trentino: arricchire in che senso? Stiamo parlando di sfruttare i famosi 35€ a clandesti…. ops richiedenti asilo? Sta forse dicendo che il Trentino ha impostato un investimento degli spazi abitativi provinciali a fronte di un pagamento di 35€ a persona da parte dello Stato? Oppure intende l’arricchimento sociale e culturale, che francamente, con tutta la buona volontà, non vedo in quei ragazzotti che perdono tempo tra cellulari e passeggiate in giro per Trento.

Suvvia, non credo proprio che il gregario Zeni sia un così fine pensatore politico, semplicemente ha sparato la prima cosa che gli è venuta in mente per giustificare il fatto che ha detto “Signor Sì! Sissignore!” alla chiamata del leader maximo.

Del resto c’è sempre il “rasoio di Occam” che ci viene in aiuto: “A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire”. Per questo Penna Nera non pensa che dietro all’ennesimo piazzamento di preziose risorse in Trentino (per chi poi? Per le compagnie di telefonia mobile mi verrebbe da dire, a vederli in giro) non ci siano machiavellici calcoli sul guadagno economico legato all’accoglienza, così come non ci sia la vana speranza che arricchiscano il territorio con la loro cultura, né tanto meno con le loro capacità lavorative.

La risposta più semplice è sempre la più giusta: hanno obbedito agli ordini del partito, facendo, una volta di più, gli interessi del fiorentino reggente di Roma, a discapito di quello che il popolo trentino vuole, con buona pace della cosiddetta autonomia.

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