Manteniamo degli stranieri per odiare l’Europa

di Marika Poletti

Un rifugiato di origine pachistana sarebbe il responsabile dell’attentato di Berlino, come del resto tanta parte delle ultime tentate stragi sono state poste in essere da aspiranti profughi. Con serietà ci si deve anche fare carico del fatto che altrettanti atti di terrorismo sono posti in essere da stranieri di seconda o terza generazione.

Questi dati di fatto impongono un ragionamento serio sul concetto di accoglienza in senso lato, da riscrivere con strumenti politici civili, composti e responsabili ma intransigenti.

Non è più ammissibile continuare sulla strada dell’apertura indiscriminata senza alcuna forma di selezione degli accessi sul nostro territorio: l’Italia ha l’obbligo di essere rispettosa verso tutti ma assolutamente respingente rispetto a ciò che è molto diverso da noi, talmente diverso da risultare incompatibile.

L’immigrazione porta a due atteggiamenti criminogeni.

Il primo aspetto, come documentato dalle ricerche presentate dalla Confcommercio, investe gli stessi immigrati che hanno un’inclinazione patologica verso le attività illegali: se per gli italiani si parla del 4/1000, quando si parla di immigrati non residenti la percentuale lievita sino al 148 su 1000.

Ma la principale responsabile di azioni criminali è quella parte degli occidentali fautrice dell’immigrazionismo, scellerata teoria secondo la quale la presenza di stranieri a casa nostra è positiva a prescindere. Arriviamo pure ad accordare lo status di comunità a gruppi di immigrati con uguale derivazione etnica e quando essi occupano uno spazio, questo viene sottratto alla sovranità dello Stato.

Esempio eclatante è Bruxelles, luogo in cui il 60% dei residenti con età inferiore ai 40 anni è di fede islamica, per non parlare del quartiere Molenbeek dove gli abitanti musulmani raggiungono il 90% e dove, casualmente, uno degli attentatori di Parigi ha potuto trovare rifugio e conforto per ben 4 mesi tra i suoi sodali sostenitori.

Cediamo sovranità quando, come esempio accade in Inghilterra, permettiamo che vi siano delle deroghe nell’applicazione dei nostri ordinamenti giuridici: dal 2005 ad oggi nel Regno della Regina Elisabetta sono stati istituiti degli enti arbitrali su base islamica che hanno emanato decine di migliaia di sentenze non seguendo la legge inglese, anzi, spesso contro di essa.

Detta in altre parole, lo sbaglio principale si trova nella politica del multiculturalismo: invece di imporre l’adattamento ai nostri valori e pretendere che gli stranieri abbiano gli strumenti economici per mantenersi in modo autonomo, stiamo favorendo la creazione di enormi gruppi di non occidentali da noi mantenuti sul nostro territorio per odiare l’Occidente.

La nostra Regione, il Trentino Alto Adige, non è immune da questo cancro: basti pensare alla cellula terroristica di istanza a Merano, composta da persone a cui una commissione ministeriale aveva già conferito lo status di profugo e da altri stranieri, mantenuti con assegni familiari a spese degli italiani. Anche l’affitto della sede logistica del gruppo era a carico nostro, essendo un appartamento gentilmente offerto dai noi contribuenti. Questioni su cui, dopo 13 mesi, il Governo deve ancora rispondere.

Ed infine, una considerazione: una popolazione vitale, forte e con semplici legami di fratellanza non potrà mai provare rispetto per la debolezza. E, qualora a qualcuno fosse sfuggito, noi ora siamo in modo imbarazzante deboli.

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