Recensione – Il patto con il Diavolo. Medio Oriente ed ISIS

di Simone Marletta

Il libro di Scaglione, recentemente ospite qui da noi in Trentino per una interessantissima conferenza pubblica organizzata da associazioni culturali del territorio a Volano rappresenta, a mio parere, uno degli strumenti più utili per comprendere le attuali dinamiche in Medioriente.

Scaglione è un giornalista di lungo corso, è stato per molti anni vicedirettore del settimanale “Famiglia Cristiana” ed ora è un collaboratore fisso, per la sezione degli esteri, de “Il Giornale”. Si è recato sul campo parecchie volte tanto in Siria quanto in Iraq ed ha potuto ascoltare direttamente le testimonianze di chi in Medioriente vive. A questa conoscenza diretta Scaglione aggiunge una cultura fuori dal comune, che gli consente di inserire i fatti che accadono nell’immediato nello scenario mediorientale in una prospettiva più ampia e molto articolata.

Per tutti questi motivi “Il Patto con il Diavolo” mi sembra veramente un libro fondamentale per orientarsi su questa importante questione geopolitica. Lo scopo che l’autore si prefigge con questo saggio è quello di comprendere come si sia arrivati alla nascita dell’ISIS e alla sua affermazione in quest’area quando tutti, o quasi tutti, a parole, dicono di volerlo combattere.

Il libro si apre con un capitolo di introduzione alla storia del Medioriente nel quale vengono individuate le cause della attuale instabilità. L’anno su cui Scaglione si concentra è il 1916 anno in cui viene siglato l’accordo Sykes – Picot che prevedeva, a guerra mondiale finita, la spartizione del Medioriente tra Francia e Gran Bretagna. Una spartizione che, come tipico di certo colonialismo, non teneva conto delle realtà etnico e religiose dell’area e quindi apriva la strada a future rivendicazioni e tensioni (pensiamo soltanto a come i curdi siano stati divisi in tre stati distinti -Siria, Iraq, Turchia- con le conseguenze che tutti conosciamo, per non parlare poi della questione della Palestina, che venne impostata in questo accordo, e che ancora oggi è fonte di grande tensione nell’area).

La parte centrale del libro è dedicata all’Arabia Saudita, radice ultima, secondo Scaglione, a partire dalla sua nascita (1932) di tutte le instabilità che in questa regione si verificano e si sono verificate. Lo Stato fondato dalla dinastia degli Al Saud, ha fatto del Wahabismo, una variante dell’islam particolarmente radicale ed oscurantista, che prevede, ad esempio, la lapidazione per le adultere, la sua religione di Stato.

Gli Al Saud, che pure non disdegnano dal fare affari con gli “Infedeli” occidentali e che anzi sull’alleanza strategica, con gli inglesi prima e con gli americani poi, hanno costruito la loro fortuna, sono i principali responsabili, assieme alle altre petromonarchie del Golfo, del proliferare del fondamentalismo islamico, che opera ormai in tutto il mondo: dall’Afganisthan in guerra contro i sovietici, al Pakistan, alla Cecenia, fino ad arrivare ad Al Quaida ed infine all’Isis.  Ma non basta perché i sauditi sono i principali finanziatori per l’edificazione di moschee e di centri studi anche in occidente e quindi in Europa e negli Stati Uniti, che, ovviamente, diffondono nel mondo l’islamismo wahabita (Scaglione segnala ad esempio che nel quartiere di Molenbeek a Bruxelles, zona da cui provengono molti dei responsabili degli ultimi attentati in Francia, esiste una grande moschea finanziata dai sauditi…).

Seguendo il flusso del denaro si può individuare chi sta dietro al terrorismo islamico e l’Arabia Saudita è uno dei principali finanziatori.

Eccoci quindi arrivati al “Patto con il Diavolo”: è il patto dell’Occidente, più o meno secolarizzato, con l’Arabia saudita. Ma il diavolo, dice Scaglione, “vince sempre” e quindi è un illuso chi crede che si possa continuare a fare affari con i Sauditi e al tempo stesso si possa sconfiggere il terrorismo islamico. Un terrorismo che ormai, in modo eclatante almeno dal 2001, sta colpendo ripetutamente l’Occidente e l’Europa.

Un’ultima annotazione, di grande realismo politico, ci viene data da Scaglione in questo saggio. Il terrorismo, dice Scaglione, va combattuto militarmente e con operazioni di polizia e non, aggiungo io, con gessetti colorati e folklore vario. Con i terroristi non si può “discutere”!

La speranza è allora che, anche in Italia, la voce di Scaglione non resti inascoltata, e che politici sensibili per questo problema, veramente epocale, lavorino concretamente alla sua soluzione. Non solo colpendo, senza mezze misure, chi si macchia di reati legati al terrorismo islamico, ma anche tagliando tutti i ponti attorno ai fondamentalisti, andando a colpire la testa dell’idra e quindi innanzi tutto il suo maggior sponsor che è l’Arabia Saudita. Non si può pensare di continuare a fare affari con gli Al Saud e poi piangere per in nostri caduti a Nassiriya, oppure per le vittime.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...