ProVita, una battaglia a favore della vita

Intervista a cura di Simone Marletta

Incontriamo l’amico Andrea Giovanazzi, uno dei fondatori dell’Associazione ProVita. L’Associazione ha carattere nazionale, dispone di un suo sito e di una sua pagina facebook, nonché di una rivista mensile distribuita in tutta Italia. Inoltre l’associazione ha organizzato, nel corso degli anni, una grande mole di incontri di approfondimento e di conferenze, tra cui mi sembra importante ricordare le annuali tournee italiane di Alexey Komov, ambasciatore russo all’ONU presso il Congresso Mondiale delle Famiglie.

Quando nasce ProVita e perché avete sentito l’esigenza di far nascere questa Associazione?

Tutto nasce dall’intuizione di tre amici che risale al maggio 2012. Avevamo a cuore la battaglia in difesa della vita, dal concepimento fino alla sua fine naturale, volevamo dare voce a chi non ne ha, ossia innanzitutto ai feti, ai bambini non ancora nati.

Potresti spiegarci meglio perché secondo voi in Italia c’è un problema relativamente al modo in cui ci si rapporta all’inizio ed al fine vita? Si tratta per voi di un problema che riguarda solo il piano normativo, ossia quello delle leggi che disciplinano queste materie, oppure è un problema che coinvolge anche il piano dei costumi e quindi il modo di vedere diffuso fra la popolazione?

È evidente, a nostro avviso, che l’andamento demografico in Italia ha subito un forte calo a causa della diffusione della pratica dell’aborto, visto ormai come un mero mezzo contraccettivo. Il nesso con il piano del costume è anch’esso di tutta evidenza, perché la diffusione della pratica dell’aborto non è altro che l’ultimo anello di una catena che ha il suo punto di partenza nella visione della sessualità come pratica fine a sé stessa, diffusasi in Italia in modo particolare negli anni ’60-’70. Gli esiti estremi di questo percorso li stiamo vedendo oggi: ormai si parla con una certa disinvoltura di eutanasia, di eugenetica e di ideologia gender, tutti temi che destano in noi una grande preoccupazione.

Prima di chiederti di illustrare la vostra posizione circa l’ideologia gender, volevo rivolgerti un’altra domanda, che mi sembra importante per far capire meglio che tipo di Associazione è la vostra. Volevo chiederti: ProVita è una associazione confessionale, oppure è aperta anche ai non credenti che si interessano di questi temi?

ProVita non è una associazione confessionale, anche se tutti i fondatori sono cattolici. ProVita è nata per difendere la vita e quindi è aperta a chiunque abbia a cuore questa battaglia.

Ti chiederei allora di esprimere ora un giudizio sulla cosiddetta ideologia gender. Qualcuno ne nega addirittura l’esistenza. Quale è la vostra posizione a riguardo?

L’ideologia gender esiste eccome. La radici culturali di questa ideologia affondano nella cosiddetta Scuola di Francoforte. È da lì che parte tutto. Dalle nuove mode indotte, fino ai corsi ad hoc tenuti su questi temi nelle scuole di ogni ordine e grado, spesso finanziati con ingenti somme, tutto questo porta le tracce di questa ideologia.

A quali corsi stai facendo riferimento?

Sul nostro sito li citiamo uno ad uno. Si tratta dei cosiddetti corsi alla “educazione di genere”. È curioso notare come di solito le persone che negano l’esistenza dell’ideologia gender sono poi  le stesse che la portano avanti e la propagandano attivamente. Facciamo qualche esempio a questo proposito: che cosa pensare della direttiva dell’OMS che nel documento sull’educazione sessuale del 2011 definisce varie pratiche masturbatorie per bambini fino ai 6 anni? Che cosa pensare del DDl Fedeli (“Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università” Ndr.) in cui vengono stanziati circa 200 milioni di euro per progetti legati all’ideologia gender?

Di solito, se non sbaglio, questi corsi sono camuffati sotto il nome di “lotta alla omofobia “ o di “lotta alla discriminazione”.

Esatto la lotta ai pregiudizi sarebbe una sorta di cavallo di Troia per introdurre queste tematiche, senza che i genitori dei bambini che frequentano le scuole si allarmino.

Se quello che dici è corretto allora le associazioni omosessualiste sarebbero, almeno in questa fase, in qualche misura funzionali a questo progetto?

È certamente così. Ormai l’ideologia gender, dopo anni di propaganda da parte di questi gruppi, è molto diffusa. Un chiaro segnale di questa diffusione è dato, ad esempio, dalla possibilità per gli utenti dei social network di scegliere fra una varietà di sessi. Allo stesso modo è sintomatica la presenza di  “generi” diversi nella modulistica internazionale.

Secondo voi chi e perché può avere un interesse a diffondere questa ideologia?

Risponderei a questa domanda con le parole del filosofo Diego Fusaro, il quale ha recentemente sostenuto che è in atto in occidente un processo di atomizzazione della società, che passa attraverso la rottura delle relazioni fra gli uomini, la privazione delle identità individuali (e quindi anche della loro identità sessuale), tutto ciò allo scopo di rendere gli individui sempre più soli, deboli, confusi, una materia ideale questa per far nascere bisogni indotti. Se una famiglia è solida, essa può affrontare innumerevoli difficoltà, e molto difficilmente i suoi membri si lasceranno condizionare dai modelli consumistici proposti dai media.

Volevo chiederti, a questo punto, se potevi dirci qualcosa riguardo alle vostre strategie di comunicazione.

In ProVita adottiamo una molteplicità di strategie di comunicazione. In passato nel mondo delle associazioni volte alla difesa della vita c’è stato uno scontro tra chi voleva mostrare la verità, dell’aborto ad esempio, nella sua crudezza e chi invece riteneva che si dovesse evitare questo tipo di comunicazione. Noi pensiamo che si debba percorrere una “terza via”: da un lato mostrare la realtà per quello che è e quindi anche ricorrendo ad immagini forti e di forte impatto emotivo, dall’altro però dare anche messaggi di speranza, dare messaggi positivi che mostrino la vita nella sua bellezza. L’una strategia per noi non esclude l’altra. Detto questo per noi la vita è bella anche nel dolore, perché anch’esso ci aiuta, rafforzandoci.

Ti chiederei di dirci, in breve, quale è il vostro rapporto con la politica e con i partiti politici italiani.

L’attività associativa  e la politica partitica sono entrambe importanti. Le leggi si fanno in parlamento, per cui le idee portate avanti e difese dalle associazioni devono poi trovare una traduzione politica se vogliono essere efficaci. Ripeto noi siamo disposti a collaborare con chiunque voglia difendere la vita. Questo non vuol dire naturalmente che noi sposiamo integralmente l’ideologia dei singoli partiti con i quali di volta in volta ci siamo trovati a collaborare.

Un’ultima domanda d’obbligo te la rivolgerei in merito alle vostre prossime future iniziative. Avete in progetto qualcosa nel prossimo futuro qui in Trentino?

ProVita è attiva su tutto il territorio nazionale. Fra novembre e dicembre ospiteremo in Italia Gianna Jessen, la cui testimonianza di vita ci sembra importantissima. La Jessen è stata adottata dopo essere sopravvissuta ad un aborto. Per intenderci il medico che la stava uccidendo è lo stesso che poi ha redatto il suo certificato di nascita… Ora questa persona, scampata alla morte appunto, è diventata una formidabile testimonial in favore della difesa della vita. Nell’ambito della sua tournee italiana la Jessen sarà in Trentino il 2 dicembre alle 20.30 presso il Collegio Arcivescovile di Trento, mentre la tappa finale è stata fissata nelle zone toccate dal sisma, come atto di vicinanza alla popolazione colpita da questa recente tragedia. Naturalmente tutti i lettori della rivista sono invitati alle serate con questa importante ospite internazionale.

In conclusione che cosa vi dà la forza di andare avanti, che cosa vi consente di affrontare le molte difficoltà che sicuramente incontrerete sul vostro cammino?

Vorrei mandare un messaggio ai vostri lettori in proposito: la nostra forza è di natura spirituale, nasce da una amicizia vera, che poi con il tempo è cresciuta, nella consapevolezza che stavamo combattendo una battaglia giusta e di natura spirituale. Ognuno di noi lotta in nome di Cristo. Per noi la vita è un valore assoluto e non può esserci nessuna difficoltà in grado di abbatterci su questa strada di Verità.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...