Che il popolo sia il giudice, la giuria ed i boia!

di Penna Nera

A tenere banco nei primi giorni del 2017 è la vicenda che vede coinvolti Grillo e Mentana, la boutade del leader del Movimento 5 Stelle di istituire una giuria popolare che verifichi e punisca la “malainformazione” e la relativa reazione del Direttore del TG de La7 che, questa volta, non piega la testa alla nuova uscita infamante del comico genovese, annunciando la querela, Penna Nera quindi s’è preso la briga di fare una riflessione sulla questione.

Sinceramente lo scontro tra il Direttore Mentana e il Comico Grillo lascia il tempo che trova: sicuramente Grillo ha esagerato una volta di troppo, un conto e organizzare i “Vaffanculo day”, un altro conto è dire che il TG di Mentana, insieme a tutti gli altri, lavora non per informare, ma per mantenere il potere di un’elite corrotta.

Si potrebbe dire molto sull’informazione in Italia, si potrebbe criticare molti meccanismi che, sulla carta sembrano corretti, ma che nella loro applicazione pratica risultano poi armi a doppio taglio. I contributi all’editoria per esempio, oppure il connubio tra politica e informazione quando il politico è il proprietario di televisioni e giornali, ma arrivare a evocare una giuria popolare che abbia pieno potere sul mondo dell’informazione è veramente stupido.

Io, come molti di voi che mi leggono, ho un profilo social e in linea di massima nello scorrere dei post dei miei contatti vedo ancora tante, troppe bufale, articoli palesemente finti scambiati per veri, decine e decine di oroscopi e amenità da fattucchiera, condivisioni di appelli vecchi di uno, due o più anni e quando faccio notare gli errori non uno mi ha mai risposto “Oh cavoli! Grazie per avermi fatto notare il mio errore, cancello subito il post così che nessuno faccia lo stesso errore”, no anzi, le scuse si sprecano, da “Ah non avevo tempo di leggere tutto l’articolo”, oppure “Ho visto che era un appello urgente e ho condiviso subitissimo”, come se perdere qualche secondo della nostra vita a controllare se l’appello è di ieri o del decennio scorso facesse la differenza.

Post cancellati? Nessuno. Le bufale rimangono lì, visibili a tutti, perché non hanno tempo di toglierli, oppure, piuttosto, non si fidano della realtà, vogliono a tutti i costi che siano notizie reali, perché altrimenti hanno sbagliato: meglio continuare a diffondere notizie false, piuttosto che ammettere di esserci cascati come polli.

Ecco quindi che penso a quale scenario possibile potrebbe esserci, in un futuro in cui una non ben precisata “giuria popolare”, dovesse giudicare il mondo dell’informazione. Chi sarebbero questi giudici? Gli stessi che pensano che basti mettere un like alla pagina “Samsung regala 1000 smartphone ai primi 1000 di voi che metteranno il like!”, per vedersi recapitare gratuitamente a casa un telefonino da 900€?

Oppure i giudici baseranno le loro decisioni su un background culturale che affonda le proprie radici negli oroscopi mielosi di Paolo Fox o in quelli surreali di Rob Brezsny? La base interpretativa delle stelle è importante per capire come interagisce il potere astrale sul karma che regola i semplici meccanismi dell’informazione moderna, sulla quale, ma questo è di secondaria importanza, potremmo basare le nostre decisioni politiche e quindi il futuro dell’Italia.

Allora perché una persona che si suppone abbia un minimo di cultura e un’intelligenza sufficientemente sviluppata come dovrebbe essere Grillo, propone una cosa così irrazionale?

Perché vuole a tutti i costi solleticare l’ego delle persone, della massa, di tutti quegli italiani, (credetemi che sono la maggioranza purtroppo), che vuole essere professore, ma senza dover studiare, vuole essere protagonista per diritto di nascita, che vorrebbe essere un grande atleta senza doversi allenare, un grande cantante senza studiare canto, uno chef stellato senza imparare a cucinare.

Grillo si rivolge al pubblico dei reality, al mondo dei social, a quegli utenti sempre pronti a criticare gli altri, ma mai veramente in grado di riconoscere i propri difetti, gli stessi italiani che quando ricevono un messaggio dal proprio gestore telefonico che dice più o meno “Caro utente, sei importante per noi e quindi ti abbiamo riservato questa meravigliosa offerta”, sotto sotto ci credono che un multinazionale con centinaia di migliaia di clienti abbia a cuore lui o lei in particolare.

Grillo non è ne più ne meno populista di personaggi come Salvini, gente che si rivolge con “violenza” alle frange più becere e ignoranti della popolazione, uno evoca ruspe e l’altro tribunali popolari. Entrambi danno l’illusione di essere interpreti del malcontento popolare, ma sono solo abili manipolatori dell’ignoranza altrui e proprio come su facebook la gente non cancella i post bufala per non ammettere a se stessi di essere stati presi in giro, anche in politica continueranno a dare il voto a chi, palesemente, li prende in giro, piuttosto che ammettere il proprio errore di valutazione.

Ho sempre pensato che la grandezza di un uomo non sta nella capacità di compiere grandi azioni, ma nella capacità di comprendere e porre rimedio ai propri errori, per quello i grandi uomini sono sempre di meno.

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